• Tavola rotonda sullo stato del fiume Misa


    manifestoconferenzaGiovedì 22 marzo, alle ore 21, all’Auditorium San Rocco in piazza Garibaldi, si terrà una tavola rotonda organizzata da Senigallia Bene Comune sullo stato del fiume Misa e dei lavori previsti dalla Regione.

    Si tratta di un importante appuntamento per l’intera cittadinanza in quanto saranno trattati i temi relativi allo stato delle arginature del Misa e dei lavori previsti con i finanziamenti annunciati dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti che ha le deleghe alla Difesa del suolo e alla Protezione civile. Finanziamenti che, a completamento dell’intervento, dovrebbero aggirarsi sui diciotto milioni di euro.

    Potremo inoltre ascoltare e discutere su quanto riferito, durante la riunione per il Contratto di Fiume, dall’ingegner Nafez del Consorzio di Bonifica, consorzio incaricato dal presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli della sistemazione delle arginature e dell’alveo del Misa.

    Nel corso della tavola rotonda si tratterà inoltre, in modo esaustivo, del ruolo della Vasca di Laminazione di Brugnetto, illustrandone le funzionalità e la capacità o meno di evitare alluvioni alla città di Senigallia, in considerazione dell’attuale stato del tratto del fiume a valle della costituenda vasca.

    Giovedì sera, prima della tavola rotonda, saranno proiettati dei filmati per visualizzare la reale situazione degli argini al loro interno alla Marazzana e alle Bettolelle.

    Senigallia Bene Comune ha invitato a sedere al tavolo in qualità di relatori: Angelo Sciapichetti, assessore regionale alla Difesa del suolo e alla Protezione civile; l’ing. Gianni Roccato, dirigente della Protezione civile del Comune di Senigallia; Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente di Anci Marche; l’ingegner Alberto Romagnoli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona; l’avvocato Corrado Canafoglia, presidente dell’Unione Consumatori e rappresentante del Coordinamento degli alluvionati; l’ingegner Vito Macchia, componente della Lista Civica Senigallia Bene Comune.

    Subito dopo le relazioni sono previsti gli interventi da parte del pubblico e dei rappresentanti delle associazioni di categoria.

    L’ingresso all’Auditorium San Rocco è ovviamente libero e gratuito.

    Lista Civica Senigallia Bene Comune

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  • Sul Misa per una volta “viva Mangialardi” ma…

    Proposta ponte senza pilone in alveo

    Proposta ponte senza pilone in alveo

    Passata l’emergenza maltempo che per oltre 10 giorni ha preoccupato la quasi totalità dei cittadini, il sindaco Mangialardi ha dichiarato: “Emergenze complesse come quella vissuta per una settimana ce ne saranno altre in futuro e per questo la Regione deve accelerare i tempi dei lavori sul Misa”.

    Questa volta il sindaco ha ragioneLa Regione faccia la sua parte.

    Ma anche lui, per tutelare i suoi cittadini, deve fare la sua parte e la deve fare per primo e non pretendere che siano altri Enti ad intervenire, applicando e continuando così il gioco decennale dello “scarica barile”.

    A gennaio 2017 ha emesso l’Ordinanza n° 50 Urgentissima per rimuovere i depositi alla foce del Misa: dovevano essere rimossi in dieci giorni ma dopo un anno e un mese sono ancora tutti li e nel merito non risponde.

    Ha deliberato in consiglio comunale, il 15 settembre 2015, il rifacimento di tutti i ponti cittadini a campata unica e a via inferiore nel periodo del suo mandato e ne ha “arciappellato” uno solo, spendendo la stessa cifra necessaria per rifarlo nuovo e una sezione di deflusso maggiore.

    Ha chiuso nel 2008 il collegamento tra il fiume e la terza darsena e non lo vuole riaprire come aveva invece prescritto il Ministero delle Infrastrutture per evitare problematiche con le piene improvvise del fiume Misa.

    Sindaco Mangialardi le vasche servono per le “bombe d’acqua” (oltre 20-30 cm di pioggia in 24 ore e solo per un brevissimo periodo di tempo) non servono per le piogge di 2 – 3 cm in 24 ore che abbiamo avuto nell’ultimo mese. Tali quantitativi possono portare in transito in città circa 180-220 metri cubi al secondo e pertanto, per come sono state progettate (cioè per stoccare portate superiori ai 300 mc/s) non entrerebbero neanche in funzione, restando pertanto vuote.

    Quindi la cosa più urgente da fare sono i lavori in ambito cittadino che competono a Lei e che consentirebbero di far transitare nel centro cittadino circa 400-450 metri cubi di acqua al secondo.

    Basta con il linguaggio da partito, i cittadini come ha potuto notare dalle ultime elezioni sono stanchi di essere presi in giro e non tutelati, quindi faccia questi benedetti lavori di sistemazione all’interno della città che sono di sua sola ed esclusiva competenza.

    Lista Civica Senigallia Bene Comune

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  • Emergenza Misa: lettera aperta al prefetto sulla prevenzione

    misainpienaEgregio Prefetto ho letto sui giornali il comunicato diffuso dalla Prefettura: “La Prefettura di Ancona ha seguito ieri, 5 marzo, a Senigallia, l’evolversi dell’onda di piena del fiume Misa. … La popolazione è stata tenuta costantemente informata.”

    Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, corre l’obbligo da parte mia risponderLe pubblicamente.

    Come consigliere comunale mi sono rivolto più volte a Lei, per svariati argomenti riguardanti la gestione amministrativa di Senigallia; Le ho segnalato diverse “irregolarità nella gestione del Comune di Senigallia”, dalla situazione dei ponti cittadini ai presunti lavori abusivi fatti alla foce fino alla mancata attuazione dell’Ordinanza sindacale n°50/2017 relativa al dragaggio del tratto finale del fiume Misa.

    A fronte di tali criticità, ho ricevuto – peraltro solo dietro sollecito (Allegato 1) – risposte interlocutorie e che non hanno minimamente affrontato le problematiche sollevate.

    Per i ponti, la risposta inoltrata dalla Prefettura è stata poi smentita da scelte politiche della giunta di Senigallia: quanto assicurato infatti dal vicesindaco Memè al Viceprefetto Vicario Di Nuzzo (Allegato 2) è stato smentito in sede di approvazione di bilancio previsionale 2018, zero euro per sistemare i ponti cittadini.

    Signor Prefetto, la foce è ancora “tappata” dai depositi (la vicenda dell’Ordinanza sindacale è il lampante esempio della situazione a Senigallia), i ponti cittadini sono ancora in stato di abbandono e tutte le altre segnalazioni sono rimaste senza seguito, tanto che ad ogni piena dobbiamo sperare che il mare riceva la quantità di acqua che il Misa porta con sé.

    Non è che si fida delle rassicurazioni (solo a parole) del vicesindaco?

    La vera prevenzione non è installare le paratie ai ponti quando il Misa è in piena o mandare in tutta fretta una ditta a tentare di riparare un argine lasciato nella più totale incuria per anni.

    Prevenire veramente, è operare concretamente – in fase di non emergenza – per fare in modo che le cose funzionino nel momento in cui si dovesse presentare una situazione emergenziale.

    Signor Prefetto stiamo parlando della tutela dei cittadini, della loro vita e dei loro beni ed è per questo che La invitiamo ad intervenire direttamente.

    Grazie.

    Giorgio Sartini
    Senigallia Bene Comune

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  • Il comune si deve costituire parte civile nel processo per l’alluvione

    allagamenti-capannaNel Consiglio comunale del 26/10/2017, come ultimo argomento, è stata discussa la mozione presentata dalla nostra lista con cui si domandava al Consiglio di impegnare la Giunta a far costituire il Comune come parte civile nell’eventuale processo penale relativo all’alluvione del 3 maggio 2014.

    La assenza di obiettività da parte della maggioranza, tutta impegnata a far quadrato attorno al sindaco “senza se e senza ma”, gli ha impedito di capire il senso della mozione: si chiedeva alla giunta di predisporre quanto necessario per consentire al Comune di costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale, a prescindere da chi saranno i soggetti rinviati a giudizio.

    Venendo al merito di quanto emerso dalla discussione intendiamo replicare pubblicamente al consigliere Paradisi, al vicesindaco Memè ed al presidente del Consiglio Romano.

    Il consigliere Paradisi (intervento ascoltabile a 7:11:33 della registrazione) ha affermato che il Comune non può costituirsi parte civile in un procedimento penale ove, nel caso venissero rinviati a giudizio suoi amministratori e/o suoi dipendenti, dovrebbe sedere sul banco degli imputati come responsabile civile, definendo tale richiesta un errore che farebbe uno studente al primo anno di giurisprudenza. Bene, anzi male. Perché prima il Tribunale di Grosseto (documento PDF 1) poi la Corte di Appello di Firenze (documento PDF 2), nel caso del naufragio della nave Costa Concordia, han ritenuto legittima la presenza della società armatrice nel processo sia come responsabile civile dell’imputato sia come parte civile nei confronti dello stesso imputato.

    In particolare, il Tribunale di Grosseto (pag. 520-521 del PDF 1) nel respingere la richiesta di inammissibilità della difesa dell’imputato ha affermato che “I rapporti processuali di natura civile sottesi alle due forme di intervento nel processo sono autonomi e distinti, per cui non esiste alcuna relazione di incompatibilità tra di essi”, tanto che la società armatrice venne condannata come responsabile civile (pag. 528 del PDF 1) ma nella stessa sentenza venne accolta la sua domanda come parte civile nei confronti dell’imputato (pag. 540 del PDF 1) rimettendo le parti avanti il giudice civile per la quantificazione dei danni; la Cassazione penale poi non ha riformato tale aspetto (documento PDF 3).

    Ciò significa che il Comune può e deve costituirsi parte civile nel processo penale.

    Quindi dalla auspicata costituzione del Comune come parte civile non deriverà alcun pregiudizio ai cittadini che hanno subito danni dall’alluvione, come affermato dal consigliere Paradisi.

    Rispetto alle parole del vicesindaco, al netto del suo processo alle intenzioni che rispediamo al mittente, ci piace rimarcare questo passo: “valuteremo con estrema attenzione l’iter processuale e quindi anche se eventualmente nei termini stabiliti dalla legge il Comune e quindi se la giunta decada se l’amministrazione si costituisca parte civile nessuna cosa è preclusa”. Sebbene la nostra mozione sia stata respinta dalla maggioranza, il vicesindaco ha preso un impegno preciso dinanzi alla Città e dinanzi al Consiglio Comunale e vigileremo che ciò avvenga.

    Perché che il Comune abbia subito dei danni è cosa certa, risulta anche dalla relazione della Commissione speciale (documento da Open Municipio, pag. 12) presieduta dal sig. Enzo Monachesi: “costi del Comune per attività di emergenza e pronto intervento: € 4.200.000 … … costi del Comune per il ripristino del patrimonio pubblico: € 8.325.000”, il tutto quindi per un totale di 12.525.000,00 euro di costi del Comune.

    Per chiudere vorremmo sapere dal presidente del Consiglio Romano cosa volesse dire quando, dopo aver dichiarato il ritiro della mozione, rivolgendosi al segretario e prima che spegnesse il microfono pronunciò queste parole: “io voglio che …” (intervento ascoltabile a 8:04:33 della registrazione). Per capire se chi siede sullo scranno da Presidente del Consiglio comunale è membro del P.D. o è il Presidente del Consiglio.

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  • Ennesima figuraccia di Mangialardi in Regione sul Misa

    La foce del fiumeCon piglio e fare deciso il 31 gennaio 2017, Mangialardi firmò l’ordinanza n. 50 con cui ordinava all’Autorità di Bacino della Regione Marche e al Presidio Territoriale (ex Genio Civile Urbano e Ancona) di procedere entro 10 giorni dalla notifica (avvenuta il 6 febbraio 2017) ad “effettuare con mezzi idonei un intervento di asportazione di tutto il materiale depositato nel tratto terminale della foce del fiume Misa che ostruisce il normale e regolare deflusso delle acque…”.

    A detta del sindaco infatti “è necessario provvedere con somma urgenza, alla rimozione del materiale depositato in prossimità della foce del fiume Misa, al fine evitare fenomeni di esondazione delle acque che possono mettere a rischio le aree urbane attraversate”.

    Fin qui nulla di particolarmente eclatante, ad eccezione del “particolare” che nell’ordinanza si legge che l’alluvione del 03/05/2014 è stata determinata “anche, come concausa, dalla ostruzione e mancata pulizia degli alvei dei fiumi”.

    Ma dopo otto mesi, visto che i lavori non sono stati fatti e la questione è molto delicata, è legittimo chiedersi che fine abbia fatto quell’ordinanza.

    Dopo la notifica, sia la Regione che l’Autorità di Bacino hanno scritto al sindaco. Abbiamo analizzato attentamente quanto scritto dai due enti e siamo rimasti basiti.

    Nelle valutazioni la Regione non lascia scampo alle responsabilità in capo al Comune: “la competenza per l’effettuazione dei lavori richiesti è in capo al Comune di Senigallia ai sensi delle norme nazionali e regionali vigenti”.

    A coronamento l’Autorità di Bacino afferma quanto sempre denunciato da Senigallia Bene Comune ovvero che “la foce del Fiume Misa è chiaramente protesa verso il mare per successive trasformazioni antropiche, ciò rende più facile la sedimentazione lungo il tratto terminale e conseguentemente la necessità di dragare il porto – canale…”. Ovvio!

    Regione ed Autorità di Bacino quindi definiscono tale ordinanza illegittima, viziata da eccesso di potere, se non addirittura nulla per difetto assoluto di attribuzione. E diffidano il Comune di Senigallia a ritirare l’ordinanza in autotutela ed a effettuare l’intervento, qualora analisi idrauliche evidenzino e confermino l’incremento di rischio, ad oggi solo presunto.

    Cosa ha fatto il sindaco, dopo queste lettere? Ha ritirato l’ordinanza od eseguito i lavori? Nulla di tutto ciò, ha semplicemente invitato la Regione ad aprire un “tavolo tecnico”, dimenticandosi della sua ordinanza… Ma sindaco, non l’avrebbe dovuto chiedere prima di firmare l’ordinanza?!?

    Tutto questo ha dell’incredibile e ovviamente i cittadini non ne sanno nulla!

    Senigallia Bene Comune ha sempre denunciato tale situazione, avanzando anche delle proposte, tutte bocciate dall’attuale maggioranza.

    Leggendo le lettere ufficiali in risposta all’ordinanza di Mangialardi le parole che più rimangono impresse sono: “eccesso-straripamento di potere”. Pur rimando nel merito, le parole del diritto hanno un riverbero anche nella quotidianità di un’amministrazione che fatica a dialogare con tutti: cittadini, istituzioni e anche con chi è all’interno della stessa maggioranza.

    A fronte di tutto ciò, c’è un muro di tutela dell’establishment partitico senigalliese che, contro ogni evidenza, supinamente continua ad avallare un sistema dannoso per la città, finito e malato fino alla radice.

    Lista Civica Senigallia Bene Comune

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